L’abitudine come istituzione individuale e sociale in Merleau-Ponty

Autori

  • Paola Pazienti

DOI:

https://doi.org/10.15160/2282-5460/2714

Parole chiave:

Abitudine, Costume, Istituzione, Virtualità, Maurice Merleau-Ponty

Abstract

Il tema dell'abitudine, sia individuale che sociale, può essere interpretato nella filosofia di Maurice Merleau-Ponty alla luce delle dinamiche dell'istituzione. Non siamo mai completamente liberi né completamente schiavi di un'abitudine: non esiste un risultato predeterminato dei comportamenti, ma una dialettica tra struttura e variazione relativa. L'obiettivo di questo articolo è indagare il ruolo e il funzionamento dell'abitudine, concentrandosi sui seguenti aspetti: (1) la differenza tra routine e abilità, e la generalizzazione attraverso il transfert o l'analogia, (2) la capacità di anticipazione e il suo collegamento con la nozione di implexe proposta da Paul Valéry, (3) l'intreccio dei due livelli di abitudine individuale e costume sociale nell'"inter-mondo" pre-personale. Come conclusione, l'articolo sostiene il ruolo chiave dell'abitudine nell'ontologia indiretta come modo per descrivere la relazione tra l'uomo e l'Essere.

Biografia autore

Paola Pazienti

Paola Pazienti è insegnante di ruolo di Storia e Filosofia nella scuola secondaria italiana dal 2017. Ha studiato presso l'Università di Pavia, Collegio Ghislieri. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Scuola di Alti Studi, Fondazione Collegio San Carlo Modena nel 2015 con una tesi sull'interpretazione di Cartesio da parte di Merleau-Ponty, a partire dalla nozione di unione anima-corpo. Le sue principali aree di interesse sono la Fenomenologia francese e tedesca, l'Ermeneutica contemporanea e le interpretazioni moderne del problema mente-corpo.

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Pubblicato

01-12-2023

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